MOBILITÀ, SICUREZZA E SOSTENIBILITÀ: IL PGTU AL CENTRO DEL CONFRONTO TRA AMMINISTRAZIONE COMUNALE E CITTADINI
(Zelo Buon Persico, 29 gennaio 2026)
Un confronto ampio e partecipato si è svolto mercoledì sera, 28 gennaio, al centro “Filo d’Argento” di via Roma a Zelo Buon Persico, dove l’Amministrazione comunale ha incontrato i cittadini per la presentazione e la discussione del Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU), il documento strategico destinato a guidare l’evoluzione della viabilità e della mobilità cittadine nei prossimi anni.
Un appuntamento pensato non solo per illustrare gli aspetti tecnici del piano, ma per condividere una visione complessiva della città, in una fase in cui i cambiamenti demografici, urbanistici e sociali rendono necessario ripensare l’organizzazione della mobilità in chiave di maggiore sicurezza, sostenibilità e qualità dello spazio urbano. Il PGTU si propone infatti come uno strumento fondamentale per rendere la circolazione più ordinata, garantire maggiori tutele a pedoni e ciclisti, ridurre l’impatto ambientale del traffico e razionalizzare i flussi veicolari.
Il documento è stato elaborato dal Centro Studi PIM, ente non profit specializzato nella pianificazione territoriale e dei sistemi viabilistici, in collaborazione con l’Assessorato alla Viabilità, l’Ufficio tecnico comunale e la Polizia locale dell’Unione Nord Lodigiano. Un percorso lungo e articolato che, dopo le fasi tecniche e istituzionali, entra ora nella sua fase di confronto con la comunità.
Ad aprire i lavori, il Sindaco di Zelo Buon Persico, Angelo Madonini, che ha inquadrato il PGTU all’interno delle profonde trasformazioni vissute dal territorio negli ultimi decenni: «Nel 2000 Zelo contava circa 5.000 abitanti, oggi siamo 7.545, con un incremento di oltre il 50 per cento rispetto al passato. Questo dato testimonia chiaramente come siano cresciuti i bisogni e le necessità della popolazione», ha sottolineato, evidenziando come anche il tessuto urbano sia cambiato parallelamente allo sviluppo di nuove funzioni e polarità: scuole, la Casa di Comunità, il centro anziani e una rete ciclabile in continua evoluzione.
«Il PGTU - ha aggiunto Madonini - è uno strumento previsto dalla normativa, con obiettivi precisi: migliorare la sicurezza stradale, ridurre l’inquinamento acustico e atmosferico e promuovere una mobilità più sostenibile. È un piano dinamico, che necessita di aggiornamenti periodici e che accompagnerà la città nel tempo».
Nel suo intervento, l’assessore alla Viabilità Tiziana Caironi ha rimarcato la complessità e il valore del lavoro svolto. «È il frutto di un percorso impegnativo, che ha richiesto una forte sinergia tra più soggetti», ha dichiarato. «Il Centro Studi PIM, di cui il Comune di Zelo è socio, ha messo a disposizione competenze tecniche specialistiche; fondamentale è stato anche il contributo dei volontari impegnati nelle rilevazioni dei flussi di traffico, della Polizia locale e dell’Ufficio tecnico comunale».
Caironi ha quindi ricordato che il PGTU si inserisce in un quadro di pianificazione più ampio, coerente con gli strumenti sovracomunali della Provincia di Lodi, in particolare il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) e il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile). «Ora il piano deve passare dalla teoria alla pratica. Tutto ciò che rientra nelle competenze del Comune verrà realizzato utilizzando questo strumento di pianificazione, attraverso una transizione graduale. Anche cambiare la percezione della viabilità e della mobilità è un fatto culturale, non solo tecnico».
Nel corso della serata, l’ingegner Matteo Gambino, responsabile delle attività di ricerca e progettazione del Centro Studi PIM, ha illustrato nel dettaglio l’impostazione tecnica del PGTU, primo piano organico di questo tipo per il Comune di Zelo Buon Persico.
Il documento è strutturato a partire da un’analisi del quadro sovracomunale e della rete stradale esistente, seguita da una fase analitica sulle diverse componenti della mobilità, veicolare privata e pubblica, pedonale e ciclabile, e dall’individuazione delle principali criticità, anche grazie ai contributi raccolti dai cittadini.
Tra le azioni previste rientrano interventi di segnaletica, modifiche dei sensi di marcia, sistemi di moderazione della velocità, la redistribuzione degli spazi stradali e il miglioramento della continuità della rete ciclopedonale. Il piano introduce una classificazione funzionale delle strade - di quartiere, interzonali e locali - che orienta le modalità di intervento: dalle strade di quartiere, chiamate a garantire fluidità del traffico nel rispetto dei limiti di velocità, fino alle strade locali, dove trovano spazio Zone 30, e ambiti a prevalenza pedonale.
Particolare attenzione è rivolta ad assi strategici come via Dante e le sue intersezioni, via XX Settembre e l’asse delle Medaglie d’Oro, con l’obiettivo di ricucire i tratti di pista ciclabile oggi interrotti e migliorare la sicurezza nei nodi più critici. È stato inoltre confermato l’orientamento a limitare il più possibile l’uso dei dossi tradizionali, privilegiando rialzi con rampe al 5 per cento, soluzioni più graduali in grado di ridurre l’impatto acustico e le frenate brusche.
A chiudere l’incontro, l’ex assessore alla Viabilità Guido Davoglio, che ha richiamato l’importanza del metodo partecipativo: «Le idee e gli indirizzi contenuti nel PGTU devono ora essere declinati in proposte concrete», ha affermato, ribadendo come la condivisione con i cittadini resterà un elemento centrale, soprattutto nelle aree direttamente interessate dagli interventi.
«In alcuni casi - ha concluso - l’attuazione del piano non comporterà grandi opere, ma interventi puntuali e a basso costo, come la modifica della segnaletica, la riorganizzazione della sosta o la regolazione degli incroci. Azioni semplici, ma capaci di produrre benefici significativi in termini di sicurezza e vivibilità urbana».