| Zelon Per trent’anni ha lavorato per la salute dei suoi concittadini | | Addio al medico dal cuore grande | | | |  |
Zelo In paese lo ricordano tutti come il medico condotto di Zelo. Per trent’anni è stato lui il dottore che ha curato le famiglie del luogo dei paesi limitrofi, quando negli anni Settanta dalle Langhe si era trasferito qui per l’assegnazione della “condotta” nei comuni di Zelo, Merlino, Comazzo e Spino. Per questo la morte, avvenuta ieri all’ospedale di Crema, di Giovanni Vassura, ha sconvolto il paese. Conviveva da vent’anni con un male implacabile, ma ciononostante fino al 2000 ha continuato a curare i suoi pazienti. I funerali verranno celebrati domani mentre oggi sarà allestita la camera ardente nell’abitazione di via Dante. Di Vassura parlarono anche i giornali. In prima pagina su «La Notte» venne pubblicato il suo intervento per scongiurare l’epidemia di salmonella tra i bambini delle scuole. Non si capivano le cause della diffusione della patologia, ma lui cocciutamente pretese ed ottenne dall’allora sindaco Marino Guercetti che venisse rimosso l’asfalto e controllate le condutture fognarie. In effetti la causa era proprio una dispersione di acque sporche in quelle potabili. «Mio padre era una persona alla mano - racconta il dottor Massimiliano Vassura, figlio con la stessa passione per la medicina -, era disposto a scendere anche in pigiama alle 2 di notte per curare un paziente. Era uno alla vecchia maniera, che sentiva suoi i pazienti. In tanti lo ricordano amabilmente».Perché tra l’altro, oltre a curare gli altri, era un uomo che promuoveva la cultura. Divorava i libri, gli piaceva leggere. E poi nel tempo libero amava far vela e tifava per la Juventus nonostante i due figli interisti. «Si è costruito da solo - racconta Massimiliano -, perché la sua infanzia non è stata certo delle più semplici. La sua famiglia, originaria di Faenza, era perseguita durante il fascismo. Per questo negli anni Trenta andò in Brasile».È qui che nacque Giovanni Vassura, il 23 giugno 1930, nel giorno di San Giovanni. Solo che il suo compleanno ufficiale si festeggia il 26 giugno, quando è stato registrato all’anagrafe. Cinque anni più tardi fu costretto a tornare in Italia per la malattia dei genitori e a sei anni rimase orfano. Fu affidato ad una struttura protetta. E, senza grosse sostanze, riuscì comunque a laurearsi per ben due volte, prima in veterinaria e poi in medicina. Perché il suo sogno era quello di aiutare gli altri.E. C. |