Zelo


In Evidenza ...

Comune di Zelo Buon Persico

AVVISO AI CITTADINI

 

la "LUX VOTIVA" al Cimitero

Settimana prossima dovrebbero cominciare  a spedire a casa i bollettini di pagamento.

I bollettini vanno pagati in posta e dal ricevimento si hanno 15 giorni per il pagamento.
 

COMUNE DI ZELO BUON PERSICO ASSESSORATO ALL’ISTRUZIONE

ISTITUTO COMPRENSIVO DI ZELO B.P 0290659917 Scuole Dell'Infanzia Merlino/Comazzo
SCUOLA PRIMARA PIAZZA Don Pozzoni  - SCUOLA SECONDARIA 1° Via F.Cervi

SCUOLA MATERNA PARROCCHIALE PARITARIA “M.IMMACOLATA” 02 9065040 Via XX Settembre
SCUOLA DELL’INFANZIA CONVENZIONATA “ROBIRO’”  329/ 6506968 Via F.Cervi
ASILO NIDO/SCUOLA MATERNA/LUDOTECA PRIVATA  “HIP HIP URRA’” Via Dante 1/E   02 9065331
ASILO NIDO PRIVATO “IL GATTO SILVESTRO”  333 5036640 Piazzetta del Tricolore (loc.Comune)
CENTRO PRIMA INFANZIA PRIVATO CONVENZIONATO   Via Cassanello 1 - 348 4555496
 UFFICIO ISTRUZIONE E SOCIALE Via Roma 42 Tel. 02 906267 226/228   \n Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 
 
L'Associazione Filo d'Argento
col Patrocinio del Comune di Zelo Buon Persico

Soggiorno ad Alassio dal 4 al 18 Marzo 2010

L’associazione Auser “Il Filo D’Argento” organizza dal 4 al 18 marzo 2010 c/0 Hotel Majestic ***
Il soggiorno è aperto a tutti gli Over 60!
LE ISCRIZIONI SI RICEVERANNO TUTTE LE MATTINE DALLE ORE 10,30 ALLE ORE 12,00
C/O CENTRO DIURNO ANZIANI — V. Roma 55 — Zelo B.P.
Per informazioni:  sig.ra Pizzocri (cell. 3396446234) e sig.ra Marchini (tel.0290658490)
 

Comune di Zelo Buon Persico - Assessorato alla Cultura

Le iniziative della Biblioteca

LIBERA  LIBRI

" prendi... leggi... lasci... "

la possibilità di prendere un libro sotto casa, leggerlo e lasciarlo dove vuoi

 
Home
Ricordando Don FRANCO PDF Stampa E-mail
Scritto da il cittadino   
Saturday 06 February 2010
Un ricordo del sacerdote recentemente scomparso, esempio di carità e pazienza 
La semplicità di don Simonetta, virtù che toccava le coscienze 
 

Ci sono persone semplici e persone complicate. Quelle semplici si fanno capire da tutti, perché non riservano cose da spiegare nelle “pieghe”del linguaggio; però corrono il rischio di essere considerate di basso livello, almeno culturale; tuttavia quando parlano sono schiette e ti trasmettono l’idea e il pensiero così come l’hanno in mente, e ti entrano subito in circolo, e se si tratta di una verità scomoda ti scuote subito la coscienza. Ti costringono a verificarti senza scampo e la reazione è immediata.Quelle complicate non tutti le capiscono, perché tra le “pieghe” del loro linguaggio molte volte si nascondono idee, opinioni anche preziose con cui confrontarsi, magari delle verità scomode, ma che per essere assimilate occorre rimanere ben svegli e soprattutto ben disposti a mettersi in ricerca. Non si può dire che gli uni siano più utili degli altri; l’effetto dipende dagli ascoltatori o dagli interlocutori, e dallo stato d’animo del momento dell’ascolto; anche se oggi, per svegliare dal torpore in cui i media hanno abituato a posteggiare la nostra intelligenza, forse abbiamo bisogno di qualche shock, per svegliarci e riprendere il gusto dell’indagine. L’esperienza mi ha insegnato però che le persone più ricche di idee, le più colte, quelle che sbrigativamente riteniamo “intelligenti”, quando parlano, e soprattutto quando lo fanno in funzione educativa, si preoccupano che tutti possano capire, e allora usano un linguaggio semplice, perché non c’è alcun concetto, né filosofico, né teologico, né artistico, che debba rimanere proprietà esclusiva soltanto di alcuni e non di tutti.Anche la cultura, infatti, può essere considerata un bene comune, da distribuire a ciascuno e a tutti, se vogliamo che ogni persona cresca e con essa, si arricchisca tutta la società.Tutto questo preambolo da dove nasce? Dai pensieri sparsi che mi hanno accompagnato durante il funerale di un sacerdote della nostra diocesi: don Franco Simonetta.La sua è stata una vita non facile, sin dalla fanciullezza, e troppo presto segnata dalla sofferenza fisica, scaturita soprattutto da un incidente stradale che lo ha condizionato per decenni e che lo ha portato, forse anche per questo dramma, a donare tutte le sue forze, senza lesinare, a quanti il Signore gli ha affidato in cura d’anime.Tutto per tutti, anche nei momenti difficili, quelli nei quali, come ha saggiamente ricordato il Vicario Generale nell’omelia funebre, i limiti sono visibili a tutti e le difficoltà nel superarli li conosce soltanto il Signore.Un prete semplice, di parole semplici e popolari, che si trovava a suo agio tra la gente schietta come lui: ricco delle parole del Vangelo e della sua fede incondizionata in Cristo.Per questo al suo funerale il duomo di Lodi era pieno del popolo dei suoi vecchi parrocchiani e di coloro che l’hanno frequentato negli anni più recenti, e che hanno espresso, con parole o con il cuore, espressioni di stima e di vera riconoscenza, come si devono ad una “personalità” della Chiesa. Ho rivisto, per l’occasione, anche i giovani dei suoi quindici anni trascorsi come coadiutore della Maddalena in Lodi, accompagnati dai loro figli, e con gli occhi lucidi, come succede quando perdi una persona di famiglia. Qualsiasi prete sarebbe stato orgoglioso di rivederseli tutti lì, alla sua ultima messa, contento che le sue raccomandazioni o i suoi rimproveri schietti non erano andati perduti, perché la sostanza che cercava di trasmettere era rimasta, e prende il nome di fedeltà a Cristo, “senza tanti fronzoli e con poche storie”, come era sua espressione consueta.. È proprio vero che oggi anche i funerali cristiani sono diventati un momento prezioso per riscoprire brandelli di fede assopita o per riaccendere il fuoco della perseveranza, come pure, in questo caso, possono trasformarsi in un’occasione nella quale la missione del sacerdote, che sembra superata, perché si è più portati a vedere subito i frutti che ad aspettare che il seme segua il suo “programma”, trova, proprio in quei momenti, motivi di speranza nell’efficacia del ministero sacerdotale e nella sua necessaria attualità.Forse il popolo dei credenti, accanto a momenti in cui è necessario spaccare il capello in quattro per approfondire la teologia, la filosofia e quant’altro serve a mantenere vivo il rapporto fede-ragione, ha anche bisogno di persone semplici, di cose semplici, di parole semplici, di gesti semplici della carità. La carità del servizio e della pazienza, che nella quotidianità del vivere ordinario faccia capire il senso di una vita che rimane aperta alla fede in Cristo, e a poche altre verità essenziali, quelle di cui nemmeno il più blasonato dei teologi riesce a renderti convinto. Caro don Franco, puoi considerarti allora fortunato, perché non hai lavorato invano o per cose di poco valore, e perché nel gesto solenne com’è quello della morte hai ricuperato il senso cristiano delle fatiche , delle incomprensioni, e delle sottovalutazioni. Peccato che il successo ti sia arrivato soltanto con due giorni di ritardo, ma lo hai potuto gustare da una posizione privilegiata, dalla quale si riesce a leggere nell’anima delle persone.Carlo Daccò
 
< Prec.   Pros. >

Valid XHTML 1.0 Transitional

Login Form






Password dimenticata?