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Don Franco Simonetta, l’ultimo saluto |
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Scritto da il cittadino
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Thursday 04 February 2010 |
| Il vicario delle diocesi nella sua omelia: «È stato veramente un servo buono e fedele di Cristo» | | | | Tanti sacerdoti e fedeli al funerale del parroco di Mignete |
Grande folla in cattedrale per l’ultimo saluto a don Franco Simonetta, parroco di Mignete ed economo del seminario di Lodi che si è spento nei giorni scorsi. Tanti sacerdoti, fedeli e molti suoi parrocchiani si sono ritrovati sabato pomeriggio in duomo per il funerale. Una funzione celebrata dal vicario generale della diocesi, monsignor Iginio Passerini. «L’ambizione a servire ha caratterizzato la sua biografia - ricorda -. Don Franco è stato veramente un servo buono e fedele di Cristo, sempre in piedi e in movimento per servire gli altri. Sentiva la propria ricompensa nell’essere a disposizione delle esigenze e delle necessità. Per questo si schermirà del grazie che gli diciamo oggi come sacerdoti e come comunità, mentre noi lo salutiamo con nel cuore la nostalgia della sua inconfondibile presenza» Ordinato prete nel 1968, don Simonetta era stato inviato dall’allora vescovo di Lodi prima nella parrocchia di San Fereolo e poi nel 1970 nella comunità di Santa Maria Maddalena dove aveva esercitato per ben quindici anni il suo ministero. Dopo tanti anni con i ragazzi dell’oratorio, è arrivata l’attesa nomina a parroco prima di Mignete, poi di Galgagnano (1986-1995), Quartiano (1993-1995) e Pieve Fissiraga (1995-2001) e contemporaneamente economo del seminario dal febbraio del 1989. «È sempre stato molto schietto, impossibile per lui nascondere quello che pensava e sentiva - esprime nell’omelia il vicario della diocesi, monsignor Igninio Passerini, in rappresentanza del vescovo Merisi impegnato nella missione lodigiana in Niger -. Lo si capiva subito, il suo linguaggio era senza mezzi termini, era immediato e sbrigativo nei modi, ma non nei rapporti personali, quelli profondi. La schiettezza esprimeva in lui la scelta di campo di essere prete, attestava fino in fondo le ragioni di una causa, la fedeltà alla parola data, la trasparenza e la rettitudine delle proprie responsabilità, la passione operosa per la chiesa». Pur mantenendo gli altri incarichi, nel 2001 era stato nominato ancora parroco di Mignete e poi continuava a risiedere in seminario (in via XX Settembre), che considerava la sua famiglia. Negli ultimi anni aveva anche sofferto «momenti di travaglio tra timori e speranze, in cui lui ha sempre lottando e resistito», ricorda monsignor Passerini. In una chiesa piena di sacerdoti e moltissimi fedeli, il vicario ha poi fatto riferimento alla grande «popolarità» di don Simonetta: «Era frutto dell’ospitalità accordata agli altri e della sua bontà, nell’interesse fattivo per gli altri, nella tempestività dell’intervento per le famiglie, per la casa, per il lavoro, per la soluzione del disagio. Il tutto con discrezione e generosità. Ma non gli interessava la stima degli altri, la cordialità e l’affetto sì, ma tutto per il Regno di Dio». È intervenuto al termine della cerimonia anche il rettore del seminario, monsignor Bassano Padovani: «Grazie don Franco per il dono della tua amicizia». E un ricordo commosso è arrivati anche da altri sacerdoti, i seminaristi e i parrocchiani di Mignete. Mat. Bru. |