La Parrocchia

La Parrocchia

Parrocchia Tel. 02 9065039
Oratorio Tel. 02 9065114
Fax 02 700532728
Suore 02 9065040
Web: www.parrocchiasantandreazelo.it.it
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Storia della Parrocchia

La parrocchia di Zelo Buon Persico fa parte del vicariato di Paullo ed è una delle più popolose della diocesi di Lodi, superando ormai i 6000 abitanti. Il parroco attuale  è Don Gianfranco Rossi. Vicario Parrocchiale: è Don Don Daniele Cabisto.
Secondo l'elenco trovato nell'archivio parrocchiale, il primo parroco di Zelo fu DETORTONA Don GIORGIO, nel 1469. Poi ci fu un certo Don Francesco NEGRABONI (1505). Fino al 1744 i parroci di Zelo erano chiamati RETTORI, poi la chiesa, con decreto vescovile di Mons. Giuseppe Gallarati dell'ottobre 1744, fu elevata a PREVOSTURA e i parroci ebbero il titolo di PREVOSTO.
Al momento dell'unità d'Italia, 1871, la parrocchia contava solo 1120 abitanti. Da allora ci fu una continua crescita, dovuta alla fuga dalle frazioni e dal capoluogo Milano. Gli abitanti del 1951 erano 2586, dieci anni dopo, nel 1961 divennero 2827, nel 1981 aumentarono a 3322. Oggi sono più di 5500. La parrocchia comprende alcune frazioni del Comune quali: Muzzano, Bisnate, Casolate. Una volta erano parrocchie con il sacerdote residente, oggi sono ridotte a pochi abitanti e dipendono, come cura pastorale dal parroco di Zelo.

I primi a giungere a Zelo furono i bresciani, provenienti dalla zona di Orzi Nuovo e di Manerbio, poi i bergamaschi dalla Valle Imagna e dalla Valle Brembana, poi i meridionali dalla Campania, dalla Calabria e dalla Sicilia. Con gli anni Ottanta cominciò la fuga da Milano e dai paesi dell'hinterland milanesi, divenuti un formicaio. Con gli anni '90 esplode l'immigrazione degli extra-comunitari. All'inizio di questo anno 2004, erano circa 300, provenienti per la maggior parte dalla Romania, dal Marocco, dall'Albania, dalla Polonia, dall'Ucraina.

La costruzione della chiesa parrocchiale forse iniziò nel 1418 (in sagrestia è messa in luce una pietra che porta questa data). La chiesa fu poi allungata e allargata fino ad assumere le attuali proporzioni nel secolo XVIII. Durante i restauri del 1977, nella parte alta dell'abside furono scoperti degli affreschi di scuola lombarda , risalenti alla seconda metà del 1500.

 

Sant'Andrea: il Santo Patrono

Andrea, il "Protocleto" - primo chiamato, nato a Bethsaida, fu prima discepolo di Giovanni Battista e poi seguì, con un altro giovane - forse Giovanni l'evangelista - Cristo, a cui condusse anche il fratello Pietro. Con il fratello ebbe da Gesù la missione di essere "pescatore di uomini".

Insieme a Filippo presentò a Cristo stesso i gentili e indicò il ragazzo che portava i pesci ed il pane. Secondo la tradizione, dopo la Pentecoste, predicò in diverse regioni e fu crocifisso in Acaia. Al suo nome è legato la croce a forma di X che la tradizione vuole essere stata prescelta da Andrea stesso per una maggiore agonia.

 

Parrocchia di Mignete

Patroni: Santi Filippo e Giacomo Apostoli
Vicariato di PAULLO Tel. 02 906.51.72 - Via Lodi - Fraz. Mignete 26839 Zelo Buon Persico (LO)

Parrocchia di Bisnate

Patrono: S.Alessandro Martire
Vicariato di PAULLO Tel. 02 906.50.39 - Via Adda - Fraz. Bisnate 26839 Zelo Buon Persico (LO)
Anno consacrazione 1903

Parrocchia di Muzzano - Chiesa SS Cosma e Damiano

Patroni: Santi Cosma e Damiano Martiri
Vicariato di PAULLO Tel. 02 906.50.39 - Strada Provinciale 16 - Fraz. Muzzano 26839 Zelo Buon Persico (LO)

[da i Luoghi del Cuore]
Tipologia generale: architettura religiosa e rituale
Tipologia specifica: chiesa
Configurazione strutturale: Chiesa ad unica navata ad aula, con cappella laterale settentrionale e presbiterio, campanile a meridione. Edicola-cappellina votiva all'esterno, presso il piazzale della chiesa. 

Di origine medievale è la chiesa dei SS. Cosma e Damiano, realizzata nel XIII secolo e poi modificata. parrocchia dei Santi Cosma e Damiano martiri sec. XVI - [1989] profilo  riferimenti  relazioni Parrocchia della diocesi di Lodi. La prima attestazione di un insediamento religioso a Muzzano risale al secolo XIII, quando la chiesa di Muzzano fu tra le istituzioni ecclesiastiche lodigiane tassate dal papato nella “talia” del 1261, dove figurava sottoposta alla giurisdizione della pieve di Galgagnano (CDLaudense 1879-1885, II, 354; Agnelli 1917 a). Nel 1584 la chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Muzzano fu censita come parrocchia nel riordinamento della struttura territoriale ecclesiastica del Lodigiano seguita al Concilio di Trento (Chiese parrocchiali di Lodi 1584). Il giuspatronato della parrocchia spettava nel secolo XVI all’Ospedale Maggiore di Milano (Agnelli 1917).

La parrocchia di Muzzano nel 1619 figurava compresa nel vicariato di Paullo ed era officiata da un vicerettore nominato dall’Ospedale Maggiore di Milano; vi erano state istituite le confraternite del Santissimo Sacramento, della Dottrina Cristiana e del Rosario; la parrocchia contava 430 anime (Descriptio 1619).

Nel 1690 contava 245 anime ed era passata nel vicariato di Vaiano (Descriptio 1690). Secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello Stato di Milano, la parrocchia di Muzzano non possedeva fondi; il numero delle anime, conteggiato tra Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 236 (Nota parrocchie Stato di Milano, 1781).

Nel 1786 Muzzano era compresa nel vicariato di Paullo; il diritto di nomina dell’arciprete spettava all’Ospedale Maggiore di Milano; il numero delle anime ammontava a 267 (Parrocchie 1786). Muzzano nel 1859 apparteneva al vicariato di Zelo Buon Persico; il patronato spettava ancora all’Ospedale Maggiore di Milano; la parrocchia contava 270 anime (Stato del clero 1859). Nel 1910 contava 233 anime ed era rimasta nel vicariato di Zelo Buon Persico (Parrocchie 1910). La parrocchia di Muzzano nel 1989 era compresa nel vicariato di Paullo (Guida diocesi Lodi 1987; Guida diocesi Lodi 1990).

 

Chiesa di S. Andrea Apostolo

Piazza Italia, - 26839 Zelo Buon Persico (LO)

Configurazione strutturale: Chiesa ad unica navata con sei cappelle laterali (tre per parte), presbiterio terminale, campanile e sacrestia adiacente, parzialmente inglobata nel moderno edificio della canonica.

Epoca di costruzione: sec. XVII

Autore: Riccardi Luigi, costruzione organo

Condizione giuridica: proprietà Ente religioso cattolico

Parroco: POGGI Don Gianfranco Rossi,

Vicario Parrocchiale: CABISTO Don Daniele (dal set. 2010) - Nato il 18/09/1979 Ordinato il 12/06/2010
Incarichi: Vic. Parr. Zelo Buon Persico (set. 2010)

Chiese: S.Pietro Apostolo, alla Fraz. Casolate. (Consacrata nel 1914)

C.R.F.: Figlie dell'Oratorio - Tel. 02- 90650.40

Sc. mat. paritaria Parr. "Maria Immacolata" - Via XX Settembre 27 - Tel. 02- 906.50.40

 

Orari Sante Messe Parrocchia Zelo Buon Persico

08,00 giorni: festivi luogo: Chiesa Parrocchiale

08,30 giorni: feriali luogo: Chiesa Parrocchiale / orario estivo: 08,00 (dal 01/06/2011 al 31/08/2011)

10,00 giorni: festivi luogo: Salone dell''Oratorio

11,00 giorni: festivi luogo: Chiesa Parrocchiale

18,00 giorni: feriali luogo: Chiesa Parrocchiale

18,00 giorni: festivi luogo: Chiesa Parrocchiale

18,00 giorni: prefestivi luogo: Chiesa Parrocchiale

 

Orari S. Messe a Mignete:

11,00 giorni: festivi luogo: Chiesa Parrocchiale

20,30 giorni: prefestivi luogo: Chiesa Parrocchiale

 

Il nostro Vescovo

S.E. Mons. GIUSEPPE MERISI Vescovo di Lodi Nato a Treviglio, arcidiocesi di Milano, il 25 settembre 1938. Ordinato presbitero il 27 febbraio 1971; eletto alla Chiesa titolare di Drusigliana e nominato ausiliare di Milano l'8 settembre 1995; ordinato vescovo il 4 novembre 1995; trasferito a Lodi il 14 novembre 2005. Prese possesso della Diocesi di Lodi e vi fece l'ingresso il 17 dicembre 2005. Attuali Incarichi Membro della Commissione Episcopale per il servizio della carità e la salute Membro della Conferenza Episcopale Lombarda Delegato del Commissione degli Episcopati della Comunità Europea

 

La storia della Diocesi di Lodi

Nel 304/305 dell'era cristiana i santi Vittore, Nabore e Felice furono martirizzati sulla sponda del Sillaro a Laus Pompeia. In questo inizio del 4° secolo doveva già esistere una fiorente comunità cristiana in questa città che, da villaggio gallico risalente al 6° secolo a.C., nell'anno 89 aveva ricevuto da Pompeo Strabone la cittadinanza latina e con essa il nome nuovo e la sua fisionomia.Si può ragionevolmente ritenere che l'Imperatore Massimiano abbia voluto appunto con la triplice decapitazione, terrorizzare la consistente realtà cristiana di Laus. Sembra invece meno fondata la tesi che già allora esistesse a Lodi la Diocesi. Una quindicina di anni dopo nasce S.Bassiano, che, divenuto sacerdote esemplare ed esimio, fu scelto, con delibera e cosciente decisione dei nostri padri, quale primo Vescovo della Chiesa di Lodi. Si può presumere che sia stato consacrato Vescovo il 19 gennaio del 374. Resse la diocesi per 35 anni, fino alla morte avvenuta nel 409. Il venerato canonico Luigi Salamina scrive nell'Enciclopedia Cattolica (voce Lodi, vol. VII, col. 1469) che S.Bassiano "impersona tutta la storia religiosa e civile del popolo lodigiano". Vescovo di grande virtù e di fede inconcussa, partecipò al Concilio di Aquileia del 381 contro gli ariani ed a quello di Milano del 393 contro Gioviniano, sempre in sintonia con il grande Ambrogio. E di S.Ambrogio fu anche amico carissimo, tanto che lo volle presente assieme a S.Felice di Como alla dedicazione della Basilica dei XII Apostoli da lui fatta erigere (attuale Basilica di S.Bassiano a Lodi Vecchio), avvenuta verso la metà di novembre del 387, come anche ne fu consolatore in morte nel 397, come ci narra Paolino da Milano. La storia della Diocesi si dipana nei 16 secoli successivi illuminata dalla luce dei santi Vescovi Giuliano, Ciriaco e Tiziano del 5° secolo, di S.Giovanni da Lodi, compagno di S.Pier Damiani, eremita e poi Vescovo di Gubbio, di S.Gualtero, meraviglioso esempio di carità laicale e di S.Francesca Saverio Cabrini, da Pio XII dichiarata patrona degli emigranti. Ad essi si aggiungono alcuni Beati tra i quali Vincenzo Grossi, fondatore dell'Istituto delle Figlie dell'Oratorio. Accanto a S.Bassiano grandeggia soprattutto la figura di S.Alberto Quadrelli, compatrono della Diocesi. Egli, chiamato dalla parrocchia di Rivolta d'Adda a reggere la diocesi di Lodi, a dieci anni dalla totale distruzione della città, avvenuta nel 1158 ad opera dei milanesi, e dalla sua ricostruzione a 7 Km. ad est sull'Adda, rifulse come amico dei poveri e ricostruttore spirituale della diocesi. Notevoli anche, varie altre figure di Vescovi. Da Paolo da Cadamosto, per oltre trent'anni tenace oppositore delle prepotenze viscontee, a Giacomo Arrigoni che ospitando l'imperatore Sigismondo di Lussemburgo e Giovanni XXIII, ritenuto poi papa illegittimo, favorì la convocazione, da Lodi, del Concilio di Costanza del 1414 che mise fine al grande "scisma d'occidente". Da Carlo Pallavicino, unificatore e potenziatore degli Ospedali e creatore del "tesoro di S.Bassiano", ad Antonio Scarampo che nel 1575 eresse il Seminario ed istituì pure l'Orfanotrofio. Da Pietro Vidoni, cardinale, per otto anni validissimo nunzio apostolico in Polonia, a Carlo Ambrogio Mezzabarba, già visitatore apostolico in Cina, che costruì il nuovo Vescovado, a Giovanni Battista Rota, per precipuo merito del quale si svolse a Lodi l' 8° Congresso Cattolico Italiano del 1890, per arrivare fino a Tarcisio Vincenzo Benedetti che decise ed effettuò il grandioso restauro della Cattedrale e ridiede alla Diocesi la fortuna di avere l'insostituibile oasi di contemplazione di un monastero di claustrali, il Carmelo S.Giuseppe di Lodi.

La Diocesi di Lodi si estende per circa 890 kmq. nella parte centro occidentale del sud della Lombardia. E' quasi totalmente compresa tra la riva destra dell'Adda e le rive sinistre del Lambro e del Po, con due propaggini: la Gera d'Adda, la zona di Spino sulla sinistra dell'Adda e la zona di S.Angelo con le colline di S.Colombano, sulla destra del Lambro. Confina con le Diocesi di Pavia, Milano, Cremona, Crema e Piacenza.

L'asse maggiore è di Km. 55, l'asse minore di Km. 25. Il territorio è costituito da una pianura inclinata leggermente da nord a sud-est, con un unico rilievo rappresentato dalle colline di S.Colombano al Lambro, che raggiungono l'elevazione massima di soli 144 metri s.m. Fin verso il 1000 in parte malsana e paludosa, per il lavoro perseverante della sua gente, grandemente sorretta per vari secoli da benedettini e cistercensi, divenne una delle terre più fertili d'Italia. La conformazione e la natura del terreno, favorite da abbondanti acque di irrigazione derivate da fiumi e da numerose sorgive (fontanili), hanno determinato l'attività degli abitanti: l'agricoltura, e con essa in particolare la lavorazione del latte e il commercio dei latticini, sviluppate prevalentemente a livello artigianale ma poi giunte anche alla formazione di alcuni complessi industriali.

Dato il legame esistente fra abitanti e lavoro della terra, la popolazione ha presentato, nella prima metà del secolo, il carattere di una certa stabilità, pur mossa da qualche migrazione interna. Questo ha fatto sì che la consistenza degli agglomerati urbani sia andata aumentando molto lentamente, pressoché al ritmo dell'incremento naturale. Il periodo successivo alla seconda guerra mondiale ha segnato il momento di rottura con l'andamento secolare della vita del territorio.

Il calo inesorabile della mano d'opera in agricoltura, associato allo scarso insediamento di attività industriali, ha portato ad un flusso non indifferente di popolazione dai piccoli centri verso quelli di maggiore consistenza numerica, favoriti da più abbondanti mezzi di comunicazione per raggiungere più facilmente il posto di lavoro dell'area metropolitana. Si è avuto quindi un primo risultato evidente: lo spopolamento delle già piccole comunità a favore di quelle più grandi così da dover registrare oggi delle mini-parrocchie con anche meno di 200 abitanti.

Le comunità favorite da questa migrazione sono state quelle del nord del territorio lodigiano, più a contatto con l'hinterland milanese, dove, per esempio, un centro, quale Paullo, nel giro degli ultimi decenni ha triplicato la sua popolazione. Tale fenomeno va continuando, anche se in maniera più modesta, mentre si nota un seppur limitato aumento degli abitanti in alcuni piccoli centri. Il secondo risultato negativo delle cause sopraddette è rappresentato dal pendolarismo, per il quale varie migliaia di persone lasciano ogni giorno il luogo di residenza per il posto di lavoro, con tempi troppo spesso superiori al tollerabile. Anche in questo settore si sta notando un certo miglioramento legato a trasporti più funzionali. Tutto ciò ha creato e crea notevoli problemi pastorali. La popolazione della Diocesi attualmente è di poco superiore alle 230.000 unità. Essa è distribuita nel territorio di 71 comuni, più in una piccola parte dei Comuni di Pandino e di Pizzighettone, che per il resto appartengono alla diocesi di Cremona.

Accanto alla città capoluogo, che conta circa 43.000 abitanti, esistono altre due città Codogno e Casalpusterlengo, attorno alle quali fervono le attività e gli interessi del Basso Lodigiano, e tre borgate: S.Angelo Lodigiano e S.Colombano al Lambro, nella parte centro occidentale, e Paullo, nell'alto Lodigiano, verso cui gravitano le circostanti popolazioni.

Pure Lodi Vecchio ha ormai superato i 6.000 abitanti. Gli altri comuni sono prevalentemente tra i 1000 e 2000 abitanti, tranne una quindicina tra i 2000 e i 5000 ed un'altra quindicina sotto i 1000. Amministrativamente, con la ricostituzione della provincia di Lodi avvenuta nel 1992, la maggioranza dei Comuni è inglobata in essa. Rimangono 7 comuni nella provincia di Milano (Cerro al Lambro, Colturano, Dresano, Paullo, S.Zenone al Lambro, S.Colombano al Lambro e Tribiano) 2 in quella di Cremona (Dovera e Spino d'Adda) ed uno in provincia di Pavia (Miradolo Terme). La Diocesi, pur di dimensioni e di popolazione non cospicue, ha però sempre mantenuto una sua autonomia ed una sua autosufficienza, sia per quanto riguarda il clero che le istituzioni ecclesiastiche. Essa è divisa in 8 vicariati: Lodi città, Casalpusterlengo, Codogno, Lodi Vecchio, Paullo, S.Angelo Lodigiano, S.Martino in Strada e Spino d'Adda. Le Parrocchie sono 127, delle quali tredici nella città episcopale (di cui 3 riunite in una unità pastorale, con un solo parroco). Tutti gli altri agglomerati sono sede di una sola parrocchia, tranne Casalpusterlengo (SS. Bartolomeo e Martino, e Maria Madre del Salvatore, dei Cappuccini), Codogno (S.Biagio, S.Francesca Cabrini e S.Giovanni Bosco) e S.Angelo (Santi Antonio Abate e Francesca Cabrini, e Maria Madre della Chiesa). Le Chiese in Diocesi sono circa duecento ed un centinaio gli Oratori.

Oltre un terzo, tra le une e gli altri, è dedicato alla Madonna, con prevalenza del titolo di Maria Assunta, tra cui la Cattedrale. Tra i santi prevalgono S.Rocco, S.Pietro e S.Antonio Abate. Numerosi i luoghi di culto, anche piccoli, meta di pellegrinaggi. Tra di essi in particolare il Santuario della Madonna dei Cappuccini di Casalpusterlengo e quello di S.Giovanni Battista del Calandrone di Merlino. Non pochi di essi sono da segnalarsi anche per il loro valore artistico. Ne ricordiamo solo alcuni, come la Cattedrale, l'Incoronata, S.Francesco, S.Cristoforo (ora non più adibita ad edificio di culto) a Lodi; il grande complesso monastico di Ospedaletto Lodigiano, l'ex abbazia cistercense di Abbadia Cerreto, la Basilica di S.Bassiano a Lodi Vecchio e, tra le chiese più piccole, S.Maria della Neve di S.Maria in Prato. A questo riguardo va segnalato anche il Museo Diocesano d'Arte Sacra.

La Chiesa di Lodi ha celebrato il XIII Sinodo, aperto ufficialmente da S.E. Mons. Paolo Magnani il 15 ottobre 1988 e concluso l' 8 dicembre 1988. Le Costituzioni sinodali sono entrate in vigore il giorno 2 febbraio 1989 e costituiscono il diritto particolare della Diocesi di Lodi. Il Sinodo XIII è stato recepito ed attuato nei piani pastorali, e nella missione diocesana indetta da S.E. Mons. Giacomo Capuzzi in preparazione alla celebrazione del Giubileo del 2000.

 

I Vescovi della Chiesa di Lodi

Gerolamo Sansoni: 1° periodo 1519-1527; 2° periodo 1533-1536; Giovanni Simonetta 1537-1556;

Giovanni Antonio Card. Capisucco 1557-1569; Antonio Scarampo 1569-1576; Gerolamo Federici

1576-1579; Ludovico Tavema 1579-1616; Michelangelo Seghizzi O.P. 1616-1625; Clemente Gera

1625-1643; Pietro Card. Vidoni 1644-1669; Serafino Corio C.R.T. 1669-1671; Giovanni Battista

Rabbia C.R.T. 1671-1672; Bartolomeo Menatti 1673-1702; Ortensio Visconti 1702-1725; Carlo

Ambrogio Mezzabarba 1725-1741; Giuseppe Gallarati 1742-1765; Salvatore Andreani C.R.S.P.

1765-1784; Giovanni Antonio della Beretta 1785-1816; Alessandro Maria Pagani 1819-1835;

Gaetano Benaglio 1837-1868; Domenico Maria Gelmini 1871-1888; Giovanni Battista Rota

1888-1913; Pietro Zanolini 1913-1923; Ludovico Antomelli O.F.M. 1924-1927; Pietro Calchi Novati

1927-1952; Tarcisio Vincenzo Benedetti O.C.D. 1952-1972; Giulio Oggioni 1972-1977; Paolo

Magnani 1977-1989; Giacomo Capuzzi 1989-2005.

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